Anche quest'anno NUME Academy & Festival ospiterà artisti di fama internazionale, i quali saranno i protagonisti di Masterclass e concerti.
Nikolaj Szeps-Znaider è un violinista e direttore d’orchestra danese di origine polacco-ebraica, noto per il suo virtuosismo al violino e per la sua sensibilità come interprete e direttore. Nato a Copenaghen nel 1975, ha studiato con maestri di calibro internazionale come Milan Vitek e Boris Kuschnir, e ha proseguito la sua formazione alla prestigiosa Juilliard School di New York sotto la guida di Dorothy DeLay.
La sua carriera da concertista decolla rapidamente: già sedicenne, vince il Primo Premio al Concorso Internazionale Carl Nielsen, e nel 1997 si aggiudica il Primo Premio al Concorso Reine Élisabeth di Bruxelles.
Il suo repertorio da solista include concerti classici e romantici, ma anche brani moderni, e ha collaborato con grandi direttori come Sir Colin Davis, Daniel Barenboim e Mstislav Rostropovič. Parallelamente, ha sviluppato una brillante carriera come direttore d’orchestra, assumendo il ruolo di Music Director dell’Orchestre National de Lyon a partire dalla stagione 2020–2021. In qualità di direttore, ha guidato orchestre prestigiose come la Chicago Symphony Orchestra, la New York Philharmonic, la Vienna Symphony, l’Oslo Philharmonic e molte altre.
Szeps-Znaider è anche un sostenitore attivo delle nuove generazioni di musicisti: ha fondato la Nordic Music Academy, una scuola estiva dedicata alla formazione di giovani talenti, e ricopre il ruolo di professore “Viotti Visiting” presso la Royal Academy of Music di Londra.
Strumenti emblematici accompagnano il suo percorso: suona un violino Guarneri “del Gesù” del 1741, precedentemente appartenuto a Fritz Kreisler, concesso in prestito dalle fondazioni danesi VELUX, Villum Fonden e Knud Højgaard.
La sua discografia abbraccia composizioni di Mozart, Nielsen, Elgar, Brahms, Korngold, Prokofiev e Mendelssohn. Grazie alla sua doppia carriera come solista e direttore, unita a una sensibilità musicale matura e raffinata, Nikolaj Szeps-Znaider si è affermato come una delle figure più influenti della scena classica contemporanea.
Torleif Thedéen è un celebre violoncellista svedese, la cui carriera concertistica si estende per oltre trent’anni. Vanta collaborazioni con alcune delle più importanti orchestre internazionali, tra cui la Royal Philharmonic Orchestra, l’Orchestra di Rotterdam, l’Orchestra della Radio Svedese, l’Orchestra di Vienna e molte altre.
Come camerista, Thedéen si è esibito nei principali festival internazionali, tra cui il Verbier Festival, il Prague Spring, lo Schleswig-Holstein Musik Festival, Bath e Kuhmo, collaborando con musicisti di alto livello quali Janine Jansen, Julian Rachlin, Leif Ove Andsnes e Martin Fröst.
Ha ottenuto grandi riconoscimenti nel corso della sua carriera: nel 1985 ha vinto importanti concorsi internazionali, tra cui il Premio Casals. La sua discografia è vasta e comprende registrazioni per etichette prestigiose come BIS, Decca, EMI e Deutsche Grammophon; la sua interpretazione delle Suites di Bach per violoncello solo ha ricevuto il titolo di “Editor’s Choice” dalla BBC Music Magazine.
Parallelamente all’attività concertistica, Thedéen svolge un ruolo di primo piano nella didattica: è professore al Royal College of Music di Londra e all’Accademia di Musica di Oslo, ed è regolarmente invitato a tenere masterclass in tutto il mondo. Suona un violoncello storico, un Guadagnini del 1783, messo a disposizione da una fondazione.
Grazie alla sua integrità musicale e al suo impegno sia come solista sia come didatta, Torleif Thedéen è considerato una delle voci più autorevoli del violoncello contemporaneo.
Robert David Levin è un pianista, musicologo e compositore statunitense, figura centrale nell’interpretazione della musica classica e nella pratica filologica dell’esecuzione. La sua carriera si distingue per l’impegno a recuperare lo spirito dell’era classica, in particolare attraverso l’improvvisazione di cadenze e abbellimenti nello stile mozartiano e beethoveniano. Ha studiato con maestri come Nadia Boulanger, Louis Martin e Stefan Wolpe, ed è stato docente ad Harvard University, dove ha ricoperto per molti anni il ruolo di Professore delle Arti Umanistiche.
Come interprete, Levin ha suonato con orchestre di primo piano in Nord America, Europa e Asia su pianoforti moderni, e ha collaborato con ensemble storici su strumenti d’epoca, tra cui l’Academy of Ancient Music e l’Orchestra of the Age of Enlightenment. La sua discografia è ampia e variegata: spazia dalle registrazioni integrali di Mozart su fortepiano, ai concerti di Beethoven, fino alla musica di Bach (con l’Academy of Ancient Music) e a opere contemporanee.
Oltre all’attività concertistica, Levin è ampiamente apprezzato come studioso. Ha ricostruito e completato opere incompiute di Mozart (tra cui il Requiem e la Messa in Do minore) e di Bach, e le sue versioni sono pubblicate e interpretate in tutto il mondo. Dal punto di vista accademico, ha diretto il Dipartimento di Teoria Musicale al Curtis Institute of Music, è stato docente alla SUNY Purchase e ha ricoperto numerosi incarichi presso istituzioni internazionali.
Ha inoltre diretto il Sarasota Music Festival, è stato Presidente del Concorso Internazionale Johann Sebastian Bach di Lipsia e, nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi, tra cui la Bach Medal della città di Lipsia (2018) e la Golden Mozart Medal.
Il suo contributo al mondo musicale è duplice: da un lato è un interprete brillante, capace di unire rigore filologico e spontaneità; dall’altro è uno studioso profondo, in grado di dialogare con il passato e di dare nuova vita a opere classiche incompiute.
Fleur Barron è una mezzosoprano di fama internazionale, apprezzata per la sua interpretazione profonda e versatile, che spazia dall’opera alla musica sinfonica fino al repertorio cameristico. Di origini singaporiane e britanniche, è cresciuta tra Hong Kong e New York e ha studiato Letteratura Comparata alla Columbia University, prima di conseguire un Master in Interpretazione Vocale alla Manhattan School of Music. Mentore della sua carriera è la celebre Barbara Hannigan, con la quale condivide una visione artistica attenta e sperimentale.
Nel suo percorso artistico, Fleur Barron ha collezionato una serie di debutti orchestrali di grande rilievo, in particolare nel repertorio mahleriano: ha cantato Das Lied von der Erde con la Bavarian Radio Symphony Orchestra diretta da Daniel Harding e con la Swedish Radio Symphony Orchestra, ha interpretato Des Knaben Wunderhorn con l’Atlanta Symphony Orchestra sotto la direzione di Nathalie Stutzmann, e ha affrontato la Seconda Sinfonia di Mahler con l’Orchestra de la Comunità Valenciana. La sua finezza interpretativa emerge anche nei Lieder di Rückert e nei Kindertotenlieder, eseguiti all’Amsterdam Concertgebouw con Julius Drake.
In ambito operistico, ha impersonato ruoli come Cornelia in Giulio Cesare di Händel, Penelope in Il ritorno d’Ulisse in patria di Monteverdi, e la protagonista in Adriana Mater di Kaija Saariaho, quest’ultima registrata con la San Francisco Symphony sotto la bacchetta di Esa-Pekka Salonen, incisione che le è valsa un Grammy Award per la migliore registrazione d’opera.
Parallelamente agli impegni concertistici e lirici, Fleur Barron ha intrapreso un percorso come curatrice musicale. È Artistic Partner dell’Orquesta Sinfónica del Principado de Asturias a Oviedo, dove promuove progetti innovativi che abbracciano linguaggi diversi, coinvolgendo comunità e giovani talenti. In qualità di docente, tiene masterclass e seminari presso istituzioni prestigiose come la Manhattan School of Music, il Royal Northern College of Music, l’Accademia Sibelius di Helsinki e altre realtà europee e statunitensi.
La sua discografia riflette la stessa ampiezza stilistica: ha inciso opere barocche, composizioni romantiche e musica contemporanea per etichette quali Deutsche Grammophon e Pentatone. L’impegno di Fleur Barron per la musica come strumento di dialogo interculturale e guarigione è una costante della sua attività artistica: nei suoi recital e nei programmi cameristici mira a valorizzare voci diverse e a costruire ponti tra culture e generazioni.
La violinista americana Stella Chen ha attirato l'attenzione di tutto il mondo con la vittoria del primo premio al Queen Elizabeth International Violin Competition 2019, seguito dall'Avery Fisher Career Grant 2020 e dal Lincoln Center Emerging Artist Award 2020.
Da allora, Stella si è esibita in Nord America, Europa e Asia in concerti, recital e spettacoli di musica da camera. Recentemente ha debuttato con la New York Philharmonic, la Chicago Symphony, la Minnesota Orchestra, la Israel Philharmonic, la Chamber Orchestra of Europe, la Baltimore Symphony, la Belgian National Orchestra e molte altre ed è apparsa al Musikverein di Vienna e alla Philharmonie di Berlino. In recital, le apparizioni recenti includono il Lincoln Center, la Carnegie Hall, la Phillips Collection, il Rockport Music Festival e il Nume Festival in Italia. Appare frequentemente con la Chamber Music Society del Lincoln Center sia a New York che in tournée.
Per il suo album di debutto tutto di Schubert, pubblicato nel marzo del 2023 con grande successo di critica sull'etichetta Apple Music Platoon, Stella è stata nominata Giovane artista dell'anno 2023 ai Gramophone Awards. Tra i momenti salienti della sua impegnativa stagione 2023/24 ci sono i debutti con orchestre in Giappone, Cina, Nord America ed Europa; la prima americana del secondo concerto per violino di Jörg Widmann sotto la direzione del compositore e la prima mondiale di un nuovo concerto per violino scritto per lei dal compositore americano Jon Cziner; il suo debutto al Festival di Heidelberg con Igor Levit; e un recital per la serie Spotlight della San Francisco Symphony.
Stella è apparsa come musicista da camera in festival tra cui la Kronberg Academy, Moritzburg, Ravinia, Seattle Chamber Music, Perlman Music Program, Music@Menlo, Bridgehampton, Rockport e Sarasota. Ha suonato musica da camera con Itzhak Perlman, James Ehnes, Matthew Lipman, Jan Vogler e molti altri. È la vincitrice inaugurale del Robert Levin Award dell'Università di Harvard, dove è stata ispirata dallo stesso Robert Levin. Insegnanti e mentori hanno incluso Donald Weilerstein, Itzhak Perlman, Miriam Fried e Catherine Cho. Ha conseguito il dottorato presso la Juilliard School dove lavora come assistente didattica del suo mentore di lunga data Li Lin. Stella suona l'ex Petri Stradivari del 1700, in generoso prestito del Dr. Ryuji Ueno e Rare Violins In Consortium, Artists and Benefactors Collaborative e lo Huggins Stradivari del 1708 per gentile concessione della Nippon Foundation.
Nato a Rimini, Enrico Pace ha studiato con Franco Scala al Conservatorio di Pesaro, dove si è diplomato anche in composizione e direzione d’orchestra. Si è perfezionato all’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola e suo prezioso mentore, in seguito, è stato il didatta belga Jacques de Tiège.
Dopo la vittoria del primo premio al Concorso Internazionale Franz Liszt di Utrecht nel 1989, Enrico Pace si è esibito in tutto il mondo: Concertgebouw di Amsterdam, Teatro alla Scala e Sala Verdi di Milano, Roma, Berlino, Wigmore Hall di Londra, Dublino, Herkulessaal di Monaco di Baviera, Praga, Philharmonie di Berlino e varie città del Sud America. È stato invitato a suonare in numerosi Festival internazionali, tra cui Lucerna, Salisburgo, Edimburgo, La Roque d’Anthéron, Rheingau, Verbier, Schleswig-Holstein, Husum e il Festival Pianistico di Brescia e Bergamo.
Molto apprezzato come solista, si esibisce con orchestre prestigiose, come la Royal Orchestra del Concertgebouw, la Filarmonica di Monaco, la Bamberger Symphoniker, la BBC Philharmonic Orchestra, l’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia di Roma, la Rotterdam Philharmonic, l’Orchestra Filarmonica della Radio Olandese (RFO), la Netherlands Philharmonic, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, la Göteborg, le orchestre sinfoniche di Londra e Stavanger, la Filarmonica di Bruxelles, la Philharmonisches Orchester Freiburg, la Rheinische Philharmonie, le orchestre sinfoniche di Sydney e Melbourne, la Konzerthausorchester Berlin, la MDR-Sinfonieorchester di Lipsia, la Camerata Salzburg, l’Orchestra Filarmonica di Varsavia, l’Orchestra G. Verdi di Milano e la Filarmonica Toscanini di Parma.
Enrico Pace ha collaborato con numerosi direttori d’orchestra fra cui spiccano Roberto Benzi, Gianandrea Noseda, Zoltan Kocsis, Kazimierz Kord, Mark Elder, Lawrence Foster, Vassily Sinaisky, Stanislav Skrowaczewski, Bruno Weil, Andrey Boreyko, Eliahu Inbal, Carlo Rizzi, Jan Latham-Koenig, Walter Weller e Antoni Wit.
Enrico Pace ha inoltre collaborato con violinisti del calibro di Leonidas Kavakos, Frank Peter Zimmermann, Akiko Suwanai e Liza Ferschtman, e con il violoncellista Sung-Won Yang, esibendosi con loro in Europa, USA, e Asia.
Altri partner nel campo della musica da camera includono non solo il violoncellista Daniel Müller-Schott, la clarinettista Sharon Kam, il pianista Igor Roma e la cornista Marie Luise Neunecker, ma anche il Keller Quartet, il RTE Vanbrugh Quartet e il Quartetto Prometeo. Ospite regolare di festival cameristici, ha visitato Delft, Moritzburg, Risør, Kuhmo, Montreux, Stresa e West Cork.
Passate salienti esibizioni includono il ciclo di Sonate di Beethoven, con Leonidas Kavakos, a New York (Carnegie Hall), Atene, Firenze, Milano, Amsterdam, Mosca, Tokyo, al Festival di Salisburgo e al Beethovenfest Bonn, oltre che ad altre performance negli Stati Uniti, Europa e Cina. Si è inoltre esibito nelle Sonate di Bach con Frank Peter Zimmermann a New York, Amsterdam, Zurigo, Francoforte, Bamberga e Giappone. Con Matthias Goerne ha portato lo Schwanengesang di Schubert alla Scala di Milano. A Zurigo, Francoforte e Colonia ha suonato con il violista Antoine Tamestit, in Giappone e alla Wigmore Hall di Londra con Akiko Suwanai, e in Corea e Giappone con il violoncellista Sung-Won Yang. Come solista si è esibito in sale del calibro della Concergebouw di Amsterdam e la Herkulessaal di Monaco.
Con Leonidas Kavakos e il violoncellista Patrick Demenga ha registrato i Trii per pianoforte di Mendelssohn (Sony Classical). La sua registrazione dell’integrale delle Sonate di Beethoven per piano e violino con Leonidas Kavakos è stata pubblicata da Decca Classics nel gennaio 2013 ed è stata nominata per un Grammy Award. Nell’aprile 2016 Decca Classic ha pubblicato un CD nel quale il duo esegue brani virtuosistici. Con Frank-Peter Zimmermann ha registrato la Sonata n. 2 di Busoni e le sei Sonate per violino e pianoforte 1014-1019 di J.S. Bach per Sony Classical. Nel 2011 la casa discografica Piano Classics ha pubblicato la sua nota incisione degli Années de pèlerinage “Suisse” e “Italie” di Liszt.
Francisco López è un flautista estremeno riconosciuto a livello europeo, la cui carriera internazionale lo ha portato a occupare ruoli di primo piano nel panorama orchestrale contemporaneo. Si è formato presso istituzioni quali il Conservatorio Superiore di Musica dell’Aragona e l’Università di Göteborg, studiando con maestri del calibro di Fernando Gómez, Antonio Nuez, Jaime Martín, Anders Jonhäll e Håvard Lysebo. Fin dagli anni della sua formazione, ha mostrato una particolare attitudine sia per il repertorio orchestrale sia per la ricerca di nuove prospettive interpretative. Attualmente ricopre il ruolo di flauto solista dell’Orquestra Simfònica de Barcelona i Nacional de Catalunya (OBC).
In precedenza ha svolto lo stesso incarico in compagini prestigiose quali la Filarmonica di Oslo, l’Opera di Göteborg, la Danish National Radio Symphony Orchestra e la Norwegian National Orchestra. È stato inoltre invitato a collaborare con importanti gruppi internazionali, tra cui la Mahler Chamber Orchestra, la Chamber Orchestra of Europe e diverse orchestre in Spagna e all’estero. La sua versatilità, unita a una profonda sensibilità artistica, emerge sia nel lavoro orchestrale sia nelle attività come solista e interprete cameristico.
Nel corso della sua carriera ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui spiccano i quattro premi all’ARD-Musikwettbewerb, comprendenti il Secondo Premio e il Premio del Pubblico, oltre al Primo Premio del Concorso Pedro Bote dell’Estremadura. Ha ricevuto borse di studio da istituzioni quali Ibercaja e Caja Badajoz e, nella stagione 2019–2020, è stato Artista Residente presso l’Orchestra dell’Estremadura, dove ha presentato composizioni originali per flauto e orchestra.
Parallelamente all’attività concertistica, Francisco López si dedica con passione alla pedagogia. Ha tenuto masterclass in conservatori e festival in tutta Europa, tra cui l’Università di Göteborg, il Royal Northern College of Music, la JONDE, la Joven Orquesta de Canarias, la Joven Orquesta de la Comunidad Valenciana e numerosi conservatori superiori in Aragona, Granada, Jaén, Vigo, A Coruña e Salamanca. Accanto alla didattica, porta avanti un’intensa attività artistica come solista e creatore di progetti musicali, che includono anche proprie composizioni, attraverso le quali esplora nuovi linguaggi e modalità espressive. La ricerca di un’espressione personale e autentica, unita a dedizione e rigore, lo confermano come una delle figure più rilevanti della scena flautistica europea contemporanea.
Lars Anders Tomter è uno dei violisti più eminenti della sua generazione, spesso definito “il gigante della viola nordica” per la sua presenza scenica e la profondità interpretativa. Nato a Hamar, Norvegia, ha cominciato a suonare il violino all’età di otto anni, per poi dedicarsi anche alla viola, studiando all’Accademia norvegese sotto Leif Jørgensen, e perfezionandosi con maestri come Max Rostal e Sándor Végh. Durante la sua formazione ha ottenuto riconoscimenti prestigiosi: ha ricevuto un premio speciale per la sua interpretazione del Concerto per viola di Bartók al Concorso Internazionale di Budapest (1984), e ha vinto il Concorso Internazionale Maurice Vieux a Lille (1986).
La carriera solistica di Tomter è iniziata sul piano internazionale alla fine degli anni ’80, con tournée negli Stati Uniti e in Germania con la Norwegian Chamber Orchestra sotto la direzione di Iona Brown. Da allora si è esibito nelle sale più prestigiose, come la Musikverein di Vienna, il Carnegie Hall di New York, il Wigmore Hall di Londra e il Konzerthaus di Berlino.
Tomter ha favorito la musica contemporanea commissionando e interpretando concerti scritti appositamente per lui; tra questi il Concerto “Illuminatio” di Erkki-Sven Tüür, frutto di una commissione europea. Ha collaborato con molte orchestre rinomate — BBC Symphony, Royal Philharmonic, Academy of St. Martin in the Fields e altre — e con direttori di fama internazionale.
La sua attività cameristica è intensa e assidua, e ha partecipato a numerosi festival musicali (Proms, Verbier, Schleswig-Holstein, Schwetzingen, Styriarte, tra gli altri) mentre è anche direttore artistico del festival Fjord Classics in Norvegia. Sul versante dell’insegnamento, è professore all’Academy of Music di Oslo, mentre la sua discografia include registrazioni con etichette come Simax, Naxos, Virgin Classics, NMC, Somm e Chandos.
Tomter suona una viola Gasparo da Salo del 1590, un prezioso strumento storico che contribuisce al suo suono distintivo. Grazie alla sua combinazione di rigore tecnico, sensibilità interpretativa e impegno per il repertorio contemporaneo, è considerato una figura centrale della viola moderna.
Premiato sia con il “P. Schidlof Prize” e il “J.Barbirolli Prize" per "il suono più bello" al prestigioso concorso internazionale di viola Lionel Tertis in Inghilterra nel 2000, il violista italiano Ettore Causa è elogiato per la sua eccezionale abilità artistica, intelligenza appassionata e musicalità.
Ha fatto apparizioni da solista e recital nelle maggiori sedi di tutto il mondo, come la Carnegie Hall, la Tonhalle di Zurigo, l'Auditorium Nazionale di Madrid, la Salle Cortot, la Tokyo Symphony Hall, il Teatro Colon, e si è esibito in numerosi festival internazionali, come il Menuhin Festival, Salisburgo, Tivoli, Prussia Cove, Savonlinna, Launadire e Norfolk.
Oltre ad essere un devoto musicista da camera, Causa ha collaborato con musicisti di fama internazionale come i quartetti d'archi Tokyo, Artis, Brentano, Cremona ed Elias, Pascal Rogé, Boris Berman, Peter Frankl, Thomas Ades, Natalie Clein, Ana Chumachenco, Ani Kavafian, Alberto e Antonio Lysy, Liviu Prunaru, Thomas Demenga, Ulf Wallin, William Bennett e altri.
Le sue registrazioni molto apprezzate includono diversi CD di Claves, tra cui la sua trascrizione di brani romantici, che ha ricevuto il prestigioso premio “5 Diapasons” dalla rivista francese.
Recentemente è stato uno degli ospiti d'onore al 43° Congresso Internazionale della Viola dove ha eseguito con enorme successo il suo arrangiamento del Concerto per violoncello di Schumann.
Ettore Causa si esibisce con una viola realizzata per lui da Frederic Chaudiere nel 2003
La violinista Clarissa Bevilacqua è nota per incantare il pubblico con una musicalità profondamente ispirata; il suo modo di suonare è stato descritto come “sublime e luminoso” (Gramophone) e “di grande eleganza e leggerezza” (The Strad).
La stagione 2025/26 di Clarissa include numerosi attesissimi debutti come solista, tra cui spiccano quelli con i Münchner Symphoniker e la Münchener Kammerorchester. Si esibirà in alcune delle sale da concerto più prestigiose al mondo, tra cui Isarphilharmonie, Schloss Elmau, Beethovensaal Stuttgart, Teatro Filarmonico di Verona, Elbphilharmonie, Prince Mahidol Hall di Bangkok, Théâtre des Champs-Élysées di Parigi e Victoria Hall di Ginevra.
Il suo album di debutto come solista, Mozartiana, verrà pubblicato nella primavera del 2026 dall’etichetta Berlin Classics, in collaborazione con Bayerischer Rundfunk. Il suo album con l’integrale per violino solo di Augusta Read Thomas e la prima mondiale del Concerto n. 3: Juggler in Paradise è stato pubblicato da Nimbus Records in collaborazione con BBC Radio 3. Grazie alle sue strette collaborazioni con compositori contemporanei, numerose nuove opere sono state scritte per lei e a lei dedicate, tra cui Sun Plaits di Augusta Read Thomas, Clarissa’s Tango e Colombina di Richard Blackford e Trazom di Giovanni Sollima.
Tra i momenti salienti delle scorse stagioni si annoverano esibizioni con Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, BBC National Orchestra of Wales, Cape Symphony, Thailand Philharmonic Orchestra, Filarmonica Arturo Toscanini, Orchestra della Toscana, Orchestra di Padova e del Veneto, El Sistema Orchestra, oltre al concerto di apertura della Mozartwoche 2023 con la Mozarteum Orchestra Salzburg. Clarissa si esibisce regolarmente anche in trio con il violoncellista Giovanni Sollima e la pianista Carlotta Maestrini. Il trio ha recentemente registrato l’album Short Trio Stories, con un repertorio che spazia dalla musica classica al rock.
Oltre alla carriera da solista, Clarissa è fondatrice e direttrice artistica del DYNAMIKfest Salzburg, un festival annuale di musica da camera classica e contemporanea, unico nel suo genere a Salisburgo, dedicato alla promozione di giovani artisti e compositori under 30. Il festival propone concerti dinamici che accostano opere innovative e fresche a capolavori senza tempo, commissiona e presenta nuove composizioni e coinvolge la comunità attraverso iniziative educative e solidali.
Vincitrice di numerosi concorsi internazionali per violino, Clarissa ha ottenuto il Primo Premio, il Premio del Pubblico e lo Speciale Premio Bärenreiter al Concorso Internazionale Mozart di Salisburgo. Ha inoltre vinto il Grand Prize al Cape Symphony International Violin Concerto Competition e il Secondo Premio al Monte-Carlo Music Masters. Nel 2023 è entrata a far parte del Classeek Ambassador Program e del loro roster artistico in qualità di vincitrice del concorso internazionale open. Attualmente è artista selezionata della prestigiosa Fondation Gautier Capuçon.
Curiosa e animata da grande passione per lo studio, Clarissa ha conseguito il Bachelor of Music a soli sedici anni, con lode (summa cum laude). Ha poi completato il Master in Violino al Mozarteum di Salisburgo con Pierre Amoyal e il Master in Violino Solistico alla Hochschule für Musik “Hanns Eisler” di Berlino con Antje Weithaas.
Andreas è uno degli artisti scandinavi più ricercati, ottenendo il plauso della critica mondiale per la sua capacità di far suonare la musica non solo, ma anche di parlarla, ballarla e cantarla.
Il suo disco di debutto con i concerti per violoncello di Čajkovskij, Schumann e Saint-Saëns con la "Danish National Symphony Orchestra" è stato pubblicato dalla EMI nel 2008, e da allora la sua discografia è cresciuta a lungo. Più recentemente ha pubblicato un CD molto acclamato con entrambi i concerti per violoncello di Haydn nel 2021 con l'ensemble d'epoca Concerto Copenhagen guidato da Lars Ulrik Mortensen e la sua ultima uscita "48 Strings" del 2022 contiene musica per 1, 2, 4 e 12 violoncelli e rende omaggio ai quattro più grandi violoncellisti dell'inizio del XX secolo. Sempre nel 2022 conclude un progetto straordinario con le registrazioni video dei 12 Capricci di Piatti disponibili su Youtube e Apple Music.
Andreas ha vinto i primi premi all' Eurovison Young Musicians Competition nel 2006, all'International Paulo Cello Competition nel 2007 e, negli anni successivi, ha ricevuto premi e borse di studio tra cui la Borletti-Buitoni Trust Fellowship nel 2008, New Generation Artist della BBC 2008-2011, The European Concert Hall Organisation “Rising Star” tour nella stagione 2008/09. Nel 2015 ha ricevuto il Premio Carl Nielsen a Copenaghen e dal 2022 Andreas insegna come professore invitato presso l'Accademia Sibelius di Helsinki.
Andreas suona lo Stradivari "Boni-Hegar" del 1707.
E' fondatore e direttore artistico di NUME Academy & Festival. Premiato in concorsi internazionali come Enescu, Valsesia e Molinari, Vlad Stanculeasa ha una carriera attiva come solista, camerista e come docente in conservatori europei. Dal 2022 ha la cattedra al conservatorio di Barcellona ESMUC e viene puntualmente invitato a tenere masterclass in Spagna, Italia e Svezia. Come solista ha suonato con la Gothenburg Symphony Orchestra, Lausanne Chamber Orchestra, Basel Kammerorchester, e la Kammersymphonie di Lipsia e molte altre. Ha collaborato come solista con molti direttori compreso Kent Nagano, Han Na Chang, Lahav Shani e Konrad von Abel.
Vincitore della Promotion 2024 della Fondation Gautier Capuçon e attualmente studente di Master presso la Musikhochschule Freiburg nella classe di Jean-Guihen Queyras, il violoncellista italiano Francesco Tamburini ha conseguito l’Artist Diploma presso la Stauffer Academy di Cremona con Antonio Meneses e il Bachelor of Music al Mozarteum University Salzburg con Giovanni Gnocchi. Nel 2019 si è diplomato presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano.
È co-fondatore e co-direttore artistico del VIVACISSIMO Festival, una residenza artistica dedicata alla musica da camera fondata nel 2023 nel sud Italia insieme al pianista Paolo Tirro, ed è inoltre co-fondatore e membro centrale dell’EMANON Project, collettivo di musica da camera con sede a Berlino dedicato alla collaborazione artistica e all’identità collettiva. L’album di debutto di EMANON, “Ravel – Chamber Music”, è stato pubblicato da OnClassical Records e distribuito da Naxos of America.
Francesco ha registrato per Warner Classics/Erato con Gautier Capuçon e i Capucelli nell’album GAÏA, con cui è regolarmente in tournée a livello internazionale. Le sue esibizioni sono state trasmesse da RAI Radio3, Rai 5, RTS, NDR e BR Klassik.
È stato insignito della Borsa Biennale Stauffer Academy/Rotary Club 2024, del Premio Irene und Walter Kley 2025 ed è stato nominato Gordon Clark Scholar 2025 presso IMS Prussia Cove. Nel 2023 ha vinto il Premio Speciale della Giuria al Prix Ravel International Competition di Parigi.
Opal Gold Ambassador per For-Tune Strings, Francesco si esibisce in sedi di primo piano quali la Internationale Stiftung Mozarteum Salzburg, la Victoria Hall di Ginevra, la Fondation Louis Vuitton e la Beethoven-Haus di Bonn, collaborando con artisti tra cui Gautier Capuçon e Viktoria Mullova. Nel 2023 ha tenuto un recital solistico al Museo del Violino di Cremona, suonando il violoncello Antonio Stradivari “Stauffer – Ex Christiani”.
È regolarmente invitato a festival internazionali, prenderà parte a Musethica International nelle stagioni 2025/2026 ed è ospite della Camerata Salzburg dal 2022. La sua attività orchestrale lo ha portato in sale quali l’Elbphilharmonie e il Wiener Konzerthaus, collaborando con direttori come C. Eschenbach e D. Gatti. Il suo impegno nella musica contemporanea comprende collaborazioni con H. Lachenmann ed Ensemble Intercontemporain; il compositore Ernst Mahle gli ha dedicato l’opera Ponteio.
Musicista dall’eclettica cifra artistica, il violinista lettone Roberts Balanas coltiva un’ampia gamma di interessi musicali e mira ad abbattere i confini tra i diversi generi. Unendo la sua formazione classica ai linguaggi del pop, rock e funk, le sue trascrizioni per violino solo hanno raggiunto milioni di visualizzazioni sul web.
Tra i momenti salienti della sua attività figurano recital solistici alla Latvian National Opera, alla Vilnius Philharmonic Hall, all’EartH Theatre e all’OMEARA di Londra, alla Bridgewater Hall di Manchester e al Tempio di Medinet Habu a Luxor (Egitto). Recentemente Roberts ha debuttato con la Latvian National Symphony Orchestra, sotto la direzione di Ainārs Rubiķis, interpretando Dharma at Big Sur di John Adams per violino elettrico a 6 corde. Nell’estate appena trascorsa ha eseguito per la prima volta Le Quattro Stagioni di Vivaldi a Londra (con l’ANONIMI Chamber Orchestra) e in Lettonia al Palazzo di Rundāle (con la Sinfonietta Riga), davanti a un pubblico di 4.000 spettatori e con il tutto esaurito.
Dopo il debutto solistico alla Royal Festival Hall e alla Wigmore Hall di Londra all’età di 16 anni, Roberts si è esibito intensamente nel Regno Unito, in Europa e in Asia. Le sue performance sono regolarmente trasmesse da Classic FM, The Violin Channel, BBC Radio 3 e Scala Radio, tra le altre emittenti.
Balanas è grato alla Hattori Foundation, al Countess of Munster Musical Trust, al Tillett Trust e all’Albert Cooper Musical Trust per il loro generoso sostegno. Attualmente suona un violino Paul Belin (2021) e un violino elettrico a sei corde Fortevio, realizzato su misura.
Charles-Antoine Archambault (n. 1986, St. Quentin, Francia) è un violoncellista franco-tedesco. Ha iniziato lo studio del violoncello all’età di cinque anni e si è formato al Conservatoire National de Région de Paris con Marcel Bardon, conseguendo il bachelor con lode. Ha poi completato il master con Jean-Guihen Queyras alla Hochschule für Musik und Darstellende Kunst di Stoccarda, con il massimo dei voti. La sua formazione si è ulteriormente specializzata tra violoncello moderno e barocco, con studi alla Musikhochschule Lübeck, alla Schola Cantorum Basiliensis e alla Hochschule für Musik und Darstellende Kunst Frankfurt.
Vincitore di numerosi premi internazionali, tra cui il Concorso J&A Beare Solo Bach (Londra), il Concorso Internazionale Beethoven e il Possehl Musikpreis, nel 2013 ha ricevuto il prestigioso premio Ton und Erklärung – Werkvermittlung in Musik und Wort ad Hannover.
Come solista si è esibito con importanti orchestre europee e internazionali, tra cui NDR Radiophilharmonie, BR Rundfunkorchester, WDR Funkhausorchester, Barcelona Symphony Orchestra, Ulster Orchestra e Janáček Philharmonic Orchestra, collaborando con direttori di rilievo internazionale. È ospite regolare di festival quali Schleswig-Holstein Musikfestival, Prague Spring Festival e Heidelberger Frühling.
Il suo album di debutto Le corps des Cordes (Oehms Classics, 2015) è stato registrato dalla NDR Hannover e trasmesso da numerose emittenti radiofoniche internazionali. Dal 2015 al 2017 è stato primo violoncello solista della WDR Sinfonieorchester Köln e dal 2019 al 2021 dell’Ulster Orchestra. Attualmente è primo violoncello dell’Orquestra Simfònica de Barcelona i Nacional de Catalunya (OBC).
Attivo anche come camerista, collabora regolarmente con artisti di primo piano e insegna violoncello e musica da camera presso il Conservatori del Liceu di Barcellona, dove è spesso invitato a tenere masterclass. Suona un violoncello Jean-Baptiste Vuillaume (1865) e un violoncello barocco italiano a cinque corde del XVIII secolo.
Federica Vecchio, violoncello
Federica Vecchio ha studiato al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma con il M° F. Strano, e si è diplomata presso il Conservatorio di Perugia “F. Morlacchi” nel settembre 2007, sotto la guida del M° M. Damiani. Ha conseguito anche un Master in Classical String Performances con l’ungherese M° Ferenc Szucs.
Ha collaborato con numerose orchestre, ensemble cameristici e spettacoli teatrali. Fra gli altri, è membro del quartetto femminile Sharàrè e dell’ottetto di violoncelli Edone.
Attualmente lavora in differenti realtà musicali, dal classico alla bossa nova, dall’improvvisazione contemporanea al teatro musicale, fino anche alle rock band. Con Marzia Ricciardi e Dosto ha fondato un nuovo trio teatrale/musicale, Musicomici, riscuotendo grande successo a “Italia’s Got Talent” 2013 e portando il proprio show, “Allegro con Trio”, in vari teatri italiani.
La musica, come il teatro, è per lei un continuo flusso di nuove idee e progetti, passione e dedizione.
Eleonora Savini, violino
Eleonora Savini si è diplomata presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma con il massimo dei voti e ha conseguito il Master of Arts in Music Performance presso il Conservatorio della Svizzera Italiana (Lugano). Il suo eclettismo ed entusiasmo verso tutte le arti e i diversi generi musicali l’hanno spinta a dedicarsi a una carriera full-time nel teatro musicale.
Ha debuttato con “Heroïca” (vincitore del premio Junge Ohren Preis 2014), a seguire “Goldmädchen”, entrambi produzione del Lucerne Festival, “Domande” al Teatro Dimitri (Verscio), “Senegalliarde”, “Voci di Notte” (Compagnia Teatro Daruma), “Foresta” (Philharmonie Luxembourg), “Mona Violina” (Lucerne Festival 2021), “D’ Prinzessin op der Ierbes” (2023) e “BarkaBach” (2024).
Ha collaborato con Musica–Impulscentrum voor Musiek (Neerpelt) e partecipato allo sviluppo dell’atelier “Babelut Parcours”, per bambini dagli 0 ai 3 anni. I suoi show sono in continua diffusione nelle più importanti sale da concerto europee (KKL Luzern, Elbphilharmonie Hamburg, Philharmonie Luxembourg, Wiener Konzerthaus, Kölner Philharmonie, Brucknerhaus Linz) e insegna musica presso diverse scuole elementari e materne di Torino.